I comunicatori cattolici devono essere intrepidi e creativi

La Mistica fabulata è un nuovo genere letterario, cioè un modo nuovo di parlare di Dio. La presenza di Dio nella vita e nella storia dell’uomo, viene descritta secondo uno stile narrativo particolare, simile ad un viaggio fiabesco nella interiorità dell’uomo. Sulla opportunità che questo nuovo genere letterario abbia dignità di vita nel mare delle iniziative olte a diffondere la conoscenza di Dio, voglio riportare alcuni brani tratti dai messaggi dei pontefici in occasione delle Giornate per le Comunicazioni Sociali.

C’è ancora un posto per Cristo nei mass media tradizionali? Possiamo rivendicare un posto per Lui nei nuovi media?
Non è facile mostrarsi ottimisti sull’influenza positiva dei mass media quando questi paiono piuttosto ignorare il ruolo vitale della religione nella vita della gente, o quando le credenze religiose vengono da essi sistematicamente trattate in forma negativa e indisponente. Alcuni operatori dei media, specialmente nel settore dell’intrattenimento, sembrano spesso propensi a porre i credenti nella peggior luce possibile. C’è ancora un posto per Cristo nei mass media tradizionali? Possiamo rivendicare un posto per Lui nei nuovi media?
il tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali è: ‘Comunicare Gesù: Via, Verità e Vita’ (cf Gv 14, 6). Questo tema fornisce un’opportunità alla Chiesa per meditare, in modo da agire di conseguenza, sullo specifico contributo che i mezzi di comunicazione possono offrire per diffondere la Buona Notizia della Salvezza in Gesù Cristo; e dà occasione ai comunicatori professionali di riflettere su come i temi ed i valori religiosi, e quelli specificamente cristiani, possono arricchire le produzioni dei media e la vita di coloro che ne fanno uso.
Messaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
dal Vaticano, 24 gennaio 1997

 

…i mezzi di comunicazione sociale, infatti, a volte, offrono la possibilità a quanti cercano Dio di leggere in modo nuovo…
Il tema implica due interrogativi: in che modo i mezzi di comunicazione sociale possono operare con Dio piuttosto che contro di Lui? In che modo possono essere “presenza amica” per quanti cercano l’amorevole presenza di Dio nella loro vita? Esso implica anche una affermazione di fatto e un motivo di ringraziamento: i mezzi di comunicazione sociale, infatti, a volte, offrono la possibilità a quanti cercano Dio di leggere in modo nuovo sia il libro della natura, regno della ragione, sia il libro della rivelazione, la Bibbia, regno della fede. Infine, il tema implica un invito e una speranza: che i responsabili del mondo delle comunicazioni sociali si impegnino sempre di più ad aiutare piuttosto che a ostacolare la ricerca di quale sia, in senso pieno, l’essenza stessa della vita umana.
Esistere come esseri umani significa porsi in ricerca…
Esistere come esseri umani significa porsi in ricerca; e, come ho sottolineato nella mia recente Lettera Enciclica Fides et Ratio, tutta la ricerca umana è, in definitiva, una ricerca di Dio: “La fede e la ragione sono come due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. E’ Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui, perché, conoscendolo e amandolo possa giungere anche alla piena verità su se stesso”.
Mass Media: presenza amica accanto a chi è alla ricerca del Padre
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA 33ª GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI “Mass Media: presenza amica accanto a chi è alla ricerca del Padre” 24-1-1999

 

I mezzi di comunicazione sociale possono aiutare la Chiesa a comprendere meglio come comunicare con le persone in modo attraente e persino piacevole
Lungo l’itinerario della ricerca umana, la Chiesa desidera essere amica dei mezzi di comunicazione sociale, sapendo che ogni forma di cooperazione servirà al bene di tutti. Cooperazione significa anche conoscersi meglio gli uni gli altri. A volte, i rapporti fra la Chiesa e i mezzi di comunicazione sociale possono venir compromessi dall’incomprensione reciproca che genera timore e sfiducia. E’ vero che la cultura della Chiesa e la cultura dei mezzi di comunicazione sociale sono diverse: di fatto su certi punti il contrasto è molto forte. Tuttavia, non c’è motivo per cui le differenze debbano rendere impossibili l’amicizia e il dialogo. Spesso nelle amicizie più profonde sono proprio le differenze a incoraggiare la creatività e a stabilire legami.
La cultura ecclesiale della gioia può salvare la cultura dello svago dei mezzi di comunicazione sociale dal divenire fuga senz’anima dalla verità e dalla responsabilità; i mezzi di comunicazione sociale possono aiutare la Chiesa a comprendere meglio come comunicare con le persone in modo attraente e persino piacevole. Questi sono solo alcuni esempi di come una più stretta cooperazione in spirito di amicizia e ad un più profondo livello, possa aiutare la Chiesa e i mezzi di comunicazione sociale a servire gli uomini e le donne del nostro tempo nella ricerca di senso e nella realizzazione di sé.

.. il potere dei mezzi di counicazione sociale non sia una forza distruttiva, ma un amore creatore, un amore che rifletta l’amore di Dio
Guardiamo invece con grande speranza al nuovo millennio, confidando che ci saranno persone, sia nella Chiesa sia nei mezzi di comunicazione sociale, disposte a cooperare per garantire che la promessa prevalga sulla minaccia, la comunicazione sull’alienazione. Ciò farà sì che il mondo dei mezzi di comunicazione sociale diventi sempre più presenza amica per tutte le persone, presentando loro “notizie” degne del ricordo, una informazione ricca di saggezza e uno svago che sia sorgente di gioia; e assicurerà un mondo nel quale la Chiesa e i mezzi di comunicazione sociale potranno operare insieme per il bene dell’umanità. Ciò è necessario se si vuole che il potere dei mezzi di counicazione sociale non sia una forza distruttiva, ma un amore creatore, un amore che rifletta l’amore di Dio “che è Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti” (Ef. 4,6). Possano tutti coloro che operano nel mondo delle comunicazioni sociali conoscere la gioia dell’amicizia divina in modo che, conoscendo l’amicizia di Dio, possano essere amici di tutti gli uomini e di tutte le donne in cammino verso la casa del Padre, al quale vanno onore e gloria, lode e rendimento di grazie, con il Figlio e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli.
Mass Media: presenza amica accanto a chi è alla ricerca del Padre
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA 33ª GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI “Mass Media: presenza amica accanto a chi è alla ricerca del Padre” 24-1-1999

  

I comunicatori cattolici devono essere intrepidi e creativi per sviluppare nuovi mezzi di comunicazione sociale e nuovi metodi di proclamazione

Naturalmente, nell’annunciare Cristo, la Chiesa deve usare con vigore ed abilità i propri mezzi di comunicazione sociale (libri, giornali e periodici, radio, televisione, ed altri mezzi). I comunicatori cattolici devono essere intrepidi e creativi per sviluppare nuovi mezzi di comunicazione sociale e nuovi metodi di proclamazione. Ma, per quanto possibile, la Chiesa deve approfittare al massimo delle opportunità che le si offrono di essere presente anche nei “media” secolari.
Messaggio del Santo Padre per la 34a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
dal Vaticano, 24 gennaio 2000

I comunicatori cristiani hanno “un compito profetico..”
In tutte le culture e in tutte le epoche, e certamente nelle odierne trasformazioni sociali, le persone si pongono sempre le stesse domande fondamentali sul significato della vita: “Chi sono? Da dove vengo e dove vado? Perché la presenza del male? Che cosa ci sarà dopo questa vita?”(Fides et ratio, n.1).I comunicatori cristiani hanno “un compito profetico, una vocazione: parlare contro i falsi dei e idoli di oggi, il materialismo,l’edonismo, il consumismo, il gretto nazionalismo…” (Etica nella comunicazione,
n. 31).
Soprattutto hanno il dovere e il privilegio di dichiarare
la verità, la verità gloriosa sulla vita e sul destino dell’uomo rivelati nel Verbo incarnato. Che i cattolici impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali predichino la verità di Gesù ancor più gioiosamente e coraggiosamente dai tetti cosicché tutti gli uomini e tutte le donne possano conoscere l’amore che il centro della comunicazione che Dio fa di se stesso in Gesù Cristo, lo stesso ieri, oggi e sempre (cf Eb
13, 8).
Messaggio del Santo Padre in occasione della Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali
27 maggio 2001

 

Tutto sulla mistica fabulata:
http://cercandopoimandres.myblog.it

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Il primo libro in questa categoria:

Cercando Poimandres, di Bruno Del Medico.

Edizioni Lampi di Stampa, 2009. Pagine 356, 18,00 euro.

 

 

I comunicatori cattolici devono essere intrepidi e creativiultima modifica: 2009-09-28T10:25:00+02:00da filosofastro
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